Limitare lo sbandamento

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05/02/2016 15:00 #3772 da Anacleto2
Anacleto2 ha risposto alla discussione Limitare lo sbandamento
Avete tutti ragione, ovviamente. Ma permettetemi di tentare di rendere le cose un po' più semplici e "facili da digerire". Quando si va di bolina stretta avremo il massimo di vento apparente (vento reale più vento da spostamento in avanti) e perciò un maggiore sbandamento della barca, anche a causa del maggiore attrito che fa la pinna contro il mare per contrastare il massimo scarroccio laterale. Se sbandi troppo, a parte la scomodità, tendi a generare troppo attrito nell'acqua e, quindi, a rallentare l'andatura. Arrivati a questo punto bisogna però fare una considerazione. Sto andando in regata verso una boa o sto facendo una crociera con la famiglia? E' importante saperlo. Nel secondo caso, infatti, la cosa più saggia da fare è:
1) portare il carrello della scotta della randa al centro e lascare un po' la scotta; questa operazione fa si' che l'angolo della randa rispetto al vento non cambi, che la direzione rimanga sempre la stessa ma che si "apra" la vela in alto, facendo defluire più agevolmente il vento là dove fa più pressione, al termine dl braccio della leva, ovvero la testa d'albero: questo consente alla barca, in genere, di raddrizzarsi abbastanza;
2) se non dovesse bastare, allora è meglio poggiare e regolare la randa un po' più lasca; questa andatura consente di viaggiare più veloci e meno sbandati; ovviamente ci si allontana dalla direzione di dove vorremmo andare ma, a prescindere da tutto, in crociera ne vale comunque la pena fare qualche miglio in più ma molto più comodi.
Se invece siamo in regata, il discorso cambia e si fa un po' più complicato. Infatti bisogna fare il calcolo se quanto si guadagna in termini di velocità vale la pena, considerando lo spazio che bisogna percorrere in più allontanandosi dalla propria meta. Infatti bisogna considerare la velocità di avvicinamento al nostro obbiettivo (del comfort in regata non si tiene ovviamente conto) e non la velocità reale della barca. E' intuitivo che se per fare un nodo in più di velocità devo percorrere 20 miglia in più su un percorso di 60 miglia non ne vale la pena. Ogni barca da regata che si rispetti ha fatto tutti i propri calcoli sulla propria VMG (Velocity Make Good) alle varie andature e con vari nodi di vento. Sarà poi il navigatore a fare i propri calcoli e stabilire (spesso con l'aiuto di un computer) se vale la pena o meno poggiare oppure mantenere la propria rotta ma sbandati.
Ps: sono d'accordo: l'andatura a farfalla è pericolosa e difficile da mantenere, soprattutto se c'é un po' di onda. Il rischio che il boma spazzi la coperta c'é e una ritenuta è d'obbligo metterla. Non è poi così difficile sganciarla. Bastano due o tre secondi, specie se la metti in una zona raggiungibile con la mano dal timone, se sei in solitario. Se hai anche un solo compagno, allora il problema non si pone. C'é da dire, però, che è un'andatura molto lenta. Le vele, infatti, non sono fatte per essere spinte dal vento ma per essere risucchiate. Con l'andatura a farfalla sei solamente spinto, Meglio bordeggiare al gran lasco con randa e fiocco dalla stessa parte ben aperti (se poi hai il gennaker è il massimo). La barca è più facile da portare, è meno pericoloso, più veloce e meno noioso, soprattutto quando fa caldo (a farfalla non senti un filo di vento). Certo anche in questo caso, bordeggiando fai più strada. ma quasi sempre ne vale la pena, anche in regata.

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